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July 07

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

IL BLOG STA PER CHIUDERE, DA DOMANI POTRETE VISIONARE GLI APPELLI DI ADOZIONE ALL'INTERNO DEL SITO
 
 
CHE RACCOGLIE EGREGIAMENTE IL TESTIMONE.
 
GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE MI HANNO SEGUITO .
 
UN ABBRACCIO A TUTTI I PELOSETTI
July 01

AIUTO!!!!!!!!!!>HO PERSO IL MIO CANE ADDIO PICCOLO JACKIE

 

 

 

 

Ciao,

abbiamo trovato il nostro piccolo jackie.Morto,investito e lasciato morire sul ciglio della strada.Dopo quattro giorni di ricerche,noi che cercavamo lui e lui che cercava noi,Jacky aveva ritrovato la via di casa,gli mancava l'ultima strada per arrivare da noi.

Grazie a chi mi ha aiutato

Rosalba

From: rosy Capitano <suenopequeno@yahoo.it>
Subject: AIUTO!!!!!!!!!!>HO PERSO IL MIO CANE!!!!!!!!meticcio tigrato MILANO
Date: Tuesday, June 23, 2009, 12:12 AM

Chiedo l'aiuto di tutti,è da giorni che sto cercando il mio cane.
Non so se qualcuno si ricorda,è il cagnetto per  cui anni fa cercavamo un'adozione ma che non riusciva ad adattarsi a nessuna famiglia adottiva,solo quando abbiamo convinto i nostri genitori a portarlo a casa nostra si è tranquilizzato ed era diventato il nostro tesoro.
Vi prego aiutateci,non possiamo stare senza di lui e lui no può stare senza di noi.

In allegato c'è il volantino da stampare,vi prego diffondetelo il più possibile e inoltrate questa email.Il passaparola può essere fondamentale.
grazie
Rosy 3771152199 o 3771151944


APPELLO:
Abbiamo perso il nostro cane il 20/06/2009 alle 19 nei campi vicino via XXV aprile, peschiera Borromeo (MI) anche se in questo momento potrebbe essere ovunque, dato che abbiamo già cercato per giorni in tutte le zone vicine.
Risponde al nome di Jackie, ha circa 7 anni, è un meticcio con la tigratura marrone chiaro e con il petto bianco, pelo corto, taglia media, maschio castrato con una cicatrice di circa 20 cm su un fianco, orecchie semi- pendenti, chippato.
Quando si è allontanato aveva un collare ad anelli di metallo con una medaglietta blu di plastica.
E' da quando lo abbiamo perso che lo cerchiamo senza sosta, siamo disperate. Siamo stati l'unica famiglia con cui ha scelto di stare dato che con le precedenti adozioni non riusciva ad adattarsi. Fra finalmente felice..ora non sappiamo neanche dove sia e se stia bene.

Vi preghiamo, chiunque sappia qualcosa chiami al 377/1151944 o al 377/1152199
LAUTA RICOMPENSA!!!!!!

 





Cani, c'è chi pensa anche senza parole

 

 

I «quattrozampe» possiedono concetti simili ai nostri: una prova è la capacità di interpretare il linguaggio dei segni.
ANGELO TARTARINI*

Robert Benchley, un noto umorista e scrittore americano, un giorno scrisse: «Ho conosciuto molti cani, soprattutto cuccioli, che manifestavano reazioni mentali anche stupide, ma quasi quanto quelle umane».

Come sappiamo, i cani manifestano affetto e molte possibilità interattive con l\`uomo. Jack London le ha descritte superbamente. Se ne sono accorti anche alcuni psicologi, i quali, in alcuni casi, li utilizzano a scopi terapeutici con la «Pet therapy». Più di un secolo fa uscì un libro dal titolo «Animal Intelligence». Nonostante i tempi non fossero ancora maturi per affrontare un argomento come questo, l\`autore, George Romanes, disse che gli animali potevano possedere livelli di coscienza elevati. Lo fece esprimendosi in termini di «coscienza». Si trattò di una vera rivoluzione.

Oggi diremmo che tutti i cani sono in grado di ragionare, analizzare fatti e problemi, di pianificare e comunicare con altri cani e anche con l\`uomo. Diremmo anche che i cani, al pari di molte altre specie, non sono solo ripetitori di semplici riflessi condizionati, ma che riescono a modificare agevolmente il loro comportamento. In sostanza, manifestano una certa intelligenza adattiva, lavorativa ed ovviamente anche istintiva. A proposito dell\`istintiva, sappiamo che nei cani esiste un’avversione ad accoppiarsi con i consanguinei. In sostanza, sanno raggiungere livelli abbastanza elevati di comprensione di se stessi e degli altri e si può fare un’infinità di esempi.

Tutti conoscono il racconto di Ulisse, che torna dopo 20 anni a casa e il suo cane lo riconosce. Qui, Argo, tra tanti ricordi, ne ricostruisce uno importante, cioè quello di un uomo cui era affettivamente legato. Istantaneamente re-identifica quella figura. Non ha bisogno di riflettere e tanto meno di parlare. Si comporta come si comporterebbe qualsiasi umano che non fa uso della parola. Non solo crede a ciò che vede, ma va al di là del travestimento del padrone, dando prova di possedere la conoscenza vera. Rimane emotivamente colpito dall’immagine di Ulisse, immagine che non si era dilatata nello spazio e nel tempo. La mente di Argo, quindi quella di un cane, non è quella di un essere umano, ma si tratta pur sempre di una realtà sensibile e nostalgica.

In sostanza, perché si può parlare anche di mente animale? Secondo il filosofo americano Daniel Dennett, noi uomini siamo diventati creature popperiane e, al contrario di quelle skinneriane, siamo sufficientemente intelligenti da mettere in atto dei comportamenti, non più casuali, ma artefici di una continua riprogettazione culturale, con un’intelligenza che lavora su se stessa. Un processo simile può essere accaduto anche ai cani? In sostanza, il cane può fare consapevolmente uso di rappresentazioni mentali e di rielaborarle? Oppure, dal lato opposto, si può essere intelligenti anche senza esserne consapevoli o, se si vuole, esistono comportamenti inconsapevoli ma intelligenti, come quando guidiamo un’auto «in automatico»?

Anche se non è del tutto dimostrabile, i cani potrebbero possedere concetti più o meno simili ai nostri. Certo, noi uomini, più dei cani, ma non tanto di più delle scimmie antropomorfe, abbiamo la possibilità di acquisire modelli culturali più complessi, soprattutto grazie all\`uso delle parole. Per noi sono simboli sonori che ci permettono di orientarci meglio nell’ambiente naturale e sociale, ma è solo il linguaggio che arricchisce le capacità cognitive e che ci fa riflettere sul pensiero? Oppure può anche un cane richiamare alla mente gli elementi di una soluzione, quando questi non forniscono alla sua memoria e alla sua esperienza un aiuto verbale?

Se formuliamo retoricamente questa domanda è perché dimentichiamo il fatto che un individuo - animale o umano che sia - non deve necessariamente risolvere un problema attraverso l\`istruzione linguistica. L\`esercizio può essere diverso, come può essere diverso il simbolo che lo rappresenta, verbale per l\`uomo e non verbale per il cane. Il significante può assumere caratteristiche come quelle dei segni. Non è un caso che un cane interpreti benissimo i segnali umani. In sostanza, può possedere il concetto del gatto, tutto suo e diverso dal nostro. Potrà soffermarcisi anche se più rudemente di quanto faccia un uomo, ma non si può dire che il cane sia totalmente privo del concetto del gatto.

Il cane non si chiederà mai chi siano i gatti, se siano animali o robot, ma avrà il concetto di un qualcosa che si caccia e uccide. Il cane ha le sue competenze mentali, una propria forma di coscienza riflessiva, in qualche modo simile, anche se non uguale, alla nostra.
Durante l’addomesticamento abbiamo sempre trattato il cane come animale speciale e l’abbiamo reso più «umano» rispetto agli altri animali domestici. Non è stato difficile, perché discende da mammiferi sociali. Molte testimonianze archeologiche hanno dimostrato che i cani sono stati fondamentali nelle trasformazioni culturali dell\`uomo e - dice una studiosa come Susan McHugh - questo è avvenuto in un contesto in cui il cane è stato avvicinato, anche se in modo ambivalente, a una sorta di divino mitologico. La razza canina, infatti, ha finito per rappresentare le gerarchie umane e, nel caso degli esemplari di piccola taglia, per incarnare una sorta di bambino sostitutivo. Il cane bastardo, invece, si è trasformato nel simbolo dell\`uomo cattivo o nello stimolo per fargli tirare fuori i sentimenti migliori.

C\`è un epitaffio sulla tomba di un terranova del poeta George Gordon Byron. Dice: «Possedette la bellezza senza vanità, la forza senza insolenza, il coraggio senza ferocia e tutte le virtù dell\`uomo senza i suoi vizi».

* psicologo evoluzionista, università di Parma





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Ragusa - Bimbo ucciso da randagio: 20 indagati

 

 

Sono venti le persone indagate nell\`inchiesta sui cosiddetti \"cani killer\" di contrada Pisciotto, a Scicli (Ragusa), che il 15 marzo azzannarono a morte il piccolo Giuseppe Brafa, di Modica, e, due giorni dopo, ferirono gravemente una turista tedesca. Il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Modica, Maria Mocciaro, che conduce l\`indagine ha iscritto, tra gli altri, nel registro degli indagati, il comandante della Polizia municipale di Scicli, Franco Nifosi\`, oltre a dirigenti e funzionari del Comune. Indagati anche tre veterinari e alcuni carabinieri.
Nell\`inchiesta sui cani killer non risulta, al momento, indagato Giovanni Venticinque, il sindaco del Comune di Scicli, nel cui territorio si verificarono le aggressioni dei randagi. Mentre erano indagati da tempo, invece, tre persone: lo sciclitano Virgilio Giglio (proprietario dell\`immobile dove si rifugiavano i cani), e i veterinari modicani dipendenti dell\`Asl 7 di Ragusa, Roberto Turla\` e Antonino Avola. Probabile, ora, che il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modica decida di nominare un consulente tecnico d\`ufficio, un perito che chiarisca gli ultimi quesiti che si e\` posta la magistratura indagante. La prossima settimana, frattanto, saranno ascoltati il vicesindaco e assessore all\`Urbanistica di Scicli, Matteo Gentile, l\`assessore alle Politiche Sociali, Maurizio Miceli, e l\`assessore alle Politiche Ambientali e alle Manutenzioni, Raffaele Giannone. Inoltre sara\` sentito Giovanni Brafa, il papa\` del piccolo Giuseppe, il bambino azzannato a morte dal branco di cani randagi lo scorso 15 marzo.





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Nasce il "Ris" degli animali domestici per scoprire chi li uccide o maltratta

 

 Grande soddisfazione fra le organizzazioni a difesa degli animali. E\` nata una polizia scientifica che indagherà per scoprire chi maltratta o uccide cani, gatti e altre bestiole, anche selvatiche. Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, in una rivisitazione generale dei centri di zooprofilassi, ha istituito a Grosseto una nuova struttura che si occuperà di veterinaria legale.

Si tratta di un reparto investigazioni scientifiche particolare: il Ris degli animali. Il Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria - così si chiama - si occuperà di sviluppare tecniche di laboratorio per il rilevamento delle sostanze tossiche utilizzate a scopo doloso.

In parole semplici, gli esperti dovranno risalire, in base a esami sofisticati, alle cause che hanno provocato la morte di un animale: potrebbe essere un orso nel parco nazionale d\`Abruzzo - tanto per fare un esempio - o il cane del vicino incappato in una polpetta fatale.

Il Centro, dunque, formerà gli organi di polizia in merito a indagini medico legali sull\`uccisione di animali domestici e selvatici. Ogni reato contro cani, gatti o altri animali avrà quindi più possibilità di essere
perseguito.





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June 22

BUON RIPOSO CHARLIE.......

 
 
Grazie a te ho annusato l'erba, i fiorellini profumati, ho ascoltato il canto degli uccellini, ho
scoperto il calore di una carezza, la dolcezza di un abbraccio , tu mi hai salvato e portato  insieme a te,
fatto riposare le mie stanche ossa , riempito il vuoto del mio cuore.
Ti vorro' per sempre bene.Ti aspettero' .
Bau!!!!

 

 

 

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SCRIVE LA SUA MAMMA:

SCUSATE SE FINO AD OGGI NON SONO RIUSCITA A DIRVELO
CHARLIE NON C'E' PIU'
VENERDI' 11 GIUGNO ALLE 19.30 SE N'E' ANDATO
ADESSO RIPOSA SOTTO UNO SPLENDIDO NOCE
DELLE ROSELLINE ARANCIONI DECORANO QUEL PEZZO DI TERRA IN CUI GIACE IL MIO AMATO CHARLIE CHE NON
HO POTUTO FAR VIVERE A LUNGO QUANTO AVREI VOLUTO
ABBIAMO CERCATO DI DAGLI UNA VITA DECOROSA
MAURO IN QUESTO BREVISSIMO PERIODO L'HA "VIZIATO", E PENSO PROPRIO CHE CHARLIE SE NE SIA GIUSTAMENTE APPROFITTATO 
CIO' CHE NON MI PERDONO E' CHE NON HO POTUTO RENDERGLI GIUSTIZIA
CHI LO HA RIDOTTO IN QUELLE CONDIZIONI NON E' PUNIBILE......

 Glitter Grafici Glitter Grafici






Immagini Glitterate

COPERTE & CUSCINI

 

 

Salve sono Viviana di milano
sto realizzando coperte di lana x cani e gatti
in più ho fatto alcuni cuscinotti inbottiti di lana
se ne avete bisogno chiamatemi oppure inviatemi 1 mail
Cell: 328-3299390 VIVIANA


Rispettare gli animali: una questione di gusto

 

 

Se guardiamo negli occhi un animale, ci accorgiamo che è come guardare negli occhi una persona. L’animale, che sia un cane, un gatto, un uccellino, etc, è un essere vivente, esattamente come l’essere umano.

La differenza, si dice, sta nella razionalità, perché l’uomo è razionale – secondo Aristotele e molti altri – mentre l’animale… teoricamente non lo è. In realtà, sono tanti gli episodi in cui possiamo constatare che l’uomo spesso è tutt’altro che un essere razionale, e che, contravvenendo alla celebre definizione aristotelica, si comporta come una ‘bestia’; così come sono altrettanti i casi in cui gli animali dimostrano di essere ‘umani’ molto più di chi si fregia di questo ‘titolo’ solo per una mera questione di nascita.

Approssimandosi l’estate, come ogni anno si ripropone l’annoso problema degli abbandoni degli animali domestici. Abbiamo deciso di parlare di questo argomento, pur occupandoci prevalentemente di gossip e ‘bazzecole’ del genere, perché, al di là del pettegolezzo - che amiamo e a cui mai rinunceremmo – siamo appassionati anche di altre tematiche, tra cui l’ambiente e il rispetto verso la natura e tutto ciò che la compone.

Inoltre, riteniamo che chi possiede l’ironia e il buon senso di giudicare il gossip per quello che è – ossia come intrattenimento allo stato puro, privo di un secondo fine che non sia il divertimento, magari positivo – possa essere anche abbastanza sensibile da comprendere l’importanza di altri argomenti ed affrontarli in maniera seria e coraggiosa. Con un pizzico di immodestia parliamo di noi, ma anche e soprattutto dei nostri lettori.

In particolare, siamo convinti che la sensibilità nei confronti degli animali – di tutti, non solo di quelli domestici – sia una questione di ‘gusto’. Chi ama gli animali, o se non altro li rispetta, dimostra di essere una persona veramente in gamba e alla moda, oltre che intelligente e umana. Viceversa, chi non capisce che un animale è degno di essere trattato bene e con ‘umanità’, è una persona priva di raffinatezza, sia etica che intellettuale, nonché volgare, rozza, incompleta.

Sappiamo che amare gli animali, così come amare le persone, non è cosa da tutti. Per questo, non pretendiamo che gli uomini si sforzino di dimostrare ciò che non provano, ma solamente che cerchino di rispettare gli altri esseri viventi, promuovendo atteggiamenti costruttivi e deprecando quelli negativi. Che senso ha prendere a casa un cane, o un gatto, o anche un pesce rosso, tenerlo con sé per un anno e poi abbandonarlo perché dobbiamo andare in vacanza per una settimana? Un anno di fedeltà, amicizia, affetto, dolcezza, - ma anche, ne siamo ben consci, di dispetti, abbagli inopportuni, disturbi vari - vale davvero una settimana al mare o in montagna? Gli animali, a volte, possono essere fastidiosi, così come del resto lo sono gli uomini, né più né meno, ma non per questo ce ne dobbiamo sbarazzare in quattro e quattr’otto…

Perciò, vediamo di organizzarci: se non possiamo portare via l’amico peloso, ci sono rifugi, canili, pensioni, ma anche persone disposte a tenere il nostro animale e poi restituircelo appena rientriamo a casa. Per non contare che, per fortuna, in Italia esistono strutture ricettive – non moltissime, ma sono sempre di più – che sono ben felici di accogliere noi e il nostro amico peloso, quest’ultimo spesso anche gratuitamente.

Ma non vogliamo fermarci qui. Il rispetto per gli animali si vede anche da altre cose. Abbandonare un animale è un reato molto serio, non dimentichiamolo, ma ci sono anche altri atteggiamenti, meno gravi, che comunque dimostrano la nostra inumanità nel trattare gli altri esseri viventi e possono essere condannabili.

Se fa caldo, non lasciamo l’animale in auto, anche con il finestrino semi-aperto, perché lui soffre, così come soffriremmo tutti noi – avete mai provato a restare chiusi in macchina al caldo, anche in primavera, per più di cinque minuti? E’ un’esperienza a dir poco traumatica… Andando in giro sotto il solleone, portiamo con noi dell’acqua fresca, in borsa, con un bicchiere, per assicurarci che il nostro amico peloso non muoia disidratato. Con la stessa logica di poche righe sopra, avete mai avuto una sete tremenda ma vi trovate in un luogo dove non si può bere? Non è un’esperienza piacevole, ve lo assicuriamo!

Se poi c’è il problema di mangiare al ristorante, scegliamo luoghi che abbiano tavoli all’aperto, oppure, semplicemente, chiediamo al cameriere se possiamo trovare una soluzione: resteremmo stupiti dalla disponibilità di alcuni locali, dove gli animali, anche quelli di grande stazza, vengono accolti molto gentilmente! Infine, se un ristorante non vuole proprio saperne del nostro animaletto, avrà perso un cliente…

In questa sede non possiamo soffermarci sulla barbarie che l’uomo dimostra in vari ‘settori’ che riguardano gli animali (allevamenti, circhi, canili-lager, etc), ma vorremmo solo far riflettere sul fatto che, forse, la più profonda differenza tra noi e gli animali risiede proprio nell’umanità con cui decidiamo di trattare gli altri. Gli animali sono esseri che hanno istinti fortissimi e ancestrali che li guidano e che riguardano la loro sopravvivenza. L’uomo ha meno istinti, ma dalla sua parte ha la razionalità e il libero arbitrio. Noi possiamo decidere come comportarci, e dalla nostra scelta dipende il nostro grado di umanità.

Se è vero che siamo superiori agli altri esseri viventi perché siamo dotati di intelletto, allora possiamo e dobbiamo scegliere di rispettarli, così come scegliamo – o dovremmo scegliere – di rispettare i nostri simili. E’ una questione di civiltà, e anche di rispetto per noi stessi e la nostra esistenza su questo piccolo pianeta.






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Padroni sempre responsabili delle aggressioni dei cani

 

 

Il proprietario di un cane è sempre responsabile delle aggressioni dell’animale, anche se quest’ultimo sia al guinzaglio o legato ad un palo o ad una sbarra. Lo ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione annullando con rinvio una sentenza della Corte di Appello di Milano che aveva negato il risarcimento dei anni ad una anziana signora milanese che era stata aggredita da un cane mentre scendeva le scale della metropolitana.
La signora, ottantunenne, mentre scendeva le scale della metropolitana del capoluogo lombardo appoggiata al corrimano, era stata attaccata da un cane legato alla sbarra di ingresso ed era caduta per terra, riportando lesioni. Sia il Tribunale in primo grado che la Corte di Appello di Milano in secondo grado, però, le avevano negato il risarcimento dei danni, sostenendo che si fosse trattato di “caso fortuito e imprevedibile” in quanto il cane era legato come previsto dalla legge. Secondo i giudici di merito, inoltre, la signora avrebbe potuto scegliere di non appoggiarsi al corrimano e di non passare davanti al cane, stante la larghezza della scala di accesso.
Contro la sentenza di appello la signora aveva proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la responsabilità del padrone del cane che si era allontanato al momento dell’incidente.
La Suprema Corte, accogliendo il ricorso della signora, ha rinviato la questione alla Corte di Appello per un nuovo esame, enunciando il seguente principio di diritto: “non è configurabile il caso fortuito, cioè il caso imprevedibile, inevitabile o assolutamente eccezionale, idoneo ad escludere la responsabilità del proprietario (o dell’utilizzatore) dell’animale nella ipotesi in cui il danneggiato, specie di età avanzata,per scendere gli scalini, onde accedere alla stazione della metropolitana, non lasci il corrimano di appoggio e passi vicino ad un cane, che lo attacchi e lo faccia cadere, anche se il cane sia legato alla barriera di ingresso della metropolitana stessa mediante guinzaglio e il proprietario si sia allontanato”.
L’art.2052 del Codice Civile, infatti, sancisce la responsabilità del proprietario per i danni cagionati dall\`animale, “sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”. Da ciò discende che la responsabilità per i danni cagionati da animali è una responsabilità cosiddetta oggettiva, che cioè prescinde dal dolo o dalla colpa, in quanto, a differenza dei casi di responsabilità dei genitori o dei precettori per i danni causati dai figli minorenni o dagli allievi – per i quali è richiesta la “culpa in vigilando”, cioè l’inosservanza del dovere di vigilanza – nel caso dei danni causati da animali è indifferente che l’animale sia sotto la diretta custodia del proprietario o sia smarrito o fuggito: il proprietario è sempre responsabile. Per esonerarsi da tale responsabilità, il proprietario dell’animale ha una sola possibilità: provare il caso fortuito, dimostrare cioè che l’evento si è verificato per una causa eccezionale ed assolutamente imprevedibile. Nel caso in questione, però, facendo applicazione di tale principio, la sentenza ha escluso proprio questo, affermando che non può parlarsi di “caso fortuito” nell’ipotesi di un cane che aggredisca un passante, anche se legato, quando il proprietario si sia allontanato, e pertanto l’animale sia al di fuori della sfera di sorveglianza del padrone, il quale, se presente, avrebbe potuto impedire il verificarsi dell’evento. (27 maggio 2009)

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Terza Civile, sentenza n.11570/2009
Svolgimento del processo

1. - Con sentenza del 10 maggio 2005 la Corte di appello di Milano rigettava l’appello principale e quello incidentale proposti rispettivamente da T. F. e G. A..

In punto di fatto, la T., mentre si accingeva ad imboccare le scale della Metropolitana Milanese - linea rossa -, appoggiandosi al corrimano installato su di lato dell’ingresso, veniva attaccata da un cane di piccola taglia, che proprietario aveva legato alla barriera di ingresso della metropolitana stessa mediante il guinzaglio, allontanandosi, per cui cadeva a terra e riportava lesioni.

Per il risarcimento dei danni la T. conveniva ex art. 2052 c.c., il G. avanti al Tribunale di Milano, che rigettava la domanda ritenendo la T. esclusiva responsabile dell’accaduto.

A seguito degli appelli di entrambe le parti la Corte di Appello confermava la decisione del giudice di primo grado.

Avverso questa decisione insorge la T. con ricorso affidato a due motivi.

Resiste con controricorso e propone ricorso incidentale il G..

Resiste al ricorso incidentale la T..

Le parti hanno pure presentato memorie

Motivi della decisione

1. I due ricorsi vanno riuniti ex art. 335 c.p.c.

I due motivi del ricorso principale possono essere esaminati congiuntamente per la loro stretta interconnessione.

In sostanza, la ricorrente si duole che il giudice di appello abbia fatto malgoverno dell’art. 2052 c.c. anche in relazione al rapporto di causalità materiale e giuridico così come configurato dagli artt. 40 e 41 c.p., nonché sotto il profilo della motivazione.

2. Il ricorso va accolto.

2.1. È indubbio che la responsabilità ex art. 2052 c.c. [1] è una responsabilità per colpa presunta juris et de jure a carico del proprietario o del possessore dell’animale che arrechi danni a terzi ed è, altresì, indubbio che, nel caso in esame, il giudice del merito ha escluso ogni responsabilità del G., rinvenendo nell’accaduto il caso fortuito.

La responsabilità esclusiva della T. è stata ritenuta perché (e sul punto la sentenza impugnata trascrive la motivazione del primo giudice, che condivide) ella non poteva non avvedersi del cane legato alla barriera di ingresso della metropolitana ed aveva agevoli e valide alternative idonee a scongiurare l’eventualità di accadimenti dannosi (p. 9 sentenza impugnata), ossia lasciare il corrimano su cui si era poggiata, stante \"la larghezza della scala di accesso, che notoriamente è sufficiente a consentire la contemporanea discesa e salita degli utenti\", per cui \"la T. del tutto agevolmente poteva compiere la discesa alla stazione della metropolitana evitando qualsiasi possibilità di contatto con l’animale di proprietà del convenuto, mantenendosi ad una distanza \"di sicurezza\" dall’animale\" (p. 8 sentenza impugnata).

Ed, inoltre, il giudice di appello sottolinea che il cane era legato alla balaustra d’ingresso della metropolitana dal lato esterno sul marciapiede e non dal lato interno sulla scala (p. 10 sentenza impugnata) e che solo la disattenzione della ricorrente o la volontà di non lasciare il corrimano abbia provocato la caduta, per cui il balzo del cane verso la donna, balzo che non provocò alcuna lesione, ma sfiorò solo la donna stessa, non sarebbe stata se non l’occasione, ma non la causa dell’infortunio.

Così ricostruita la vicenda, la stessa è stata ritenuta integrare il caso fortuito, con effetti liberatori dalla responsabilità ex art. 2052 c.c. (Cass. n. 1400/83).

Il comportamento della T., ritenuto quanto meno imprudente, avrebbe assorbito l’intero rapporto causale: ella si sarebbe esposta al rischio, non lasciando il corrimano, di essere sfiorata dal cane, pur avendo l’attuale ricorrente valide alternative

L’accertamento in fatto compiuto dal giudice del merito ha consentito allo stesso di attribuire la esclusiva responsabilità dell’occorso alla danneggiata ed escludere così del tutto la colpa del proprietario, in questo caso, del cane, che era di piccola taglia e legato al guinzaglio di circa 90 cm.

2.2. Questa motivazione non risulta - ritiene il Collegio - appagante né sotto il profilo logico né sotto il profilo giuridico.

Essa, infatti, non regge sotto il profilo logico perché attribuire ad una persona, per giunta anziana - all’epoca del fatto aveva 81 anni - di non essersela sentita di lasciare il corrimano per accedere alla stazione della metropolitana, per cui avrebbe provocato la reazione del cane e di aver ritenuto di passare vicino ad un cagnolino, senza mettere nel conto una possibile reazione dello stesso non costituisce affatto una eccezionalità rispetto a quello che è la normalità ed, anzi, proprio la circostanza che il cane fosse di piccola taglia giova a favore dell’affidamento posto in esso dalla ricorrente nel passargli vicino e non lasciare il corrimano, particolarmente utile per ognuno, ma soprattutto per una donna avanzata negli anni come già all’epoca ella era.

Né la motivazione regge sotto il profilo giuridico perché imputare la responsabilità esclusiva dell’evento dannoso a queste \"omissioni\" (ma che omissioni non sono, quanto atto di prudenza per evitare cadute l’appoggiarsi sul corrimano, idoneo strumento per evitare cadute dovute a qualsiasi causa o atto di sana indifferenza di fronte ad un cagnolino il passargli vicino) al punto di ritenerlo caso fortuito escludente ogni responsabilità del proprietario del cane significa disconoscere gli estremi del fortuito, che sono opposti a quelli configurati nella sentenza impugnata.

È, infatti, indubbio che per la rottura del nesso causale tra quella situazione creatasi e l’evento pregiudizievole che ebbe a verificarsi occorre che la condotta del danneggiato si qualifichi per uno dei connotati idonei ad integrare il caso fortuito, ossia l’inevitabilità, l’imprevedibilità o l’assoluta eccezionalità (Cass. n. 12307/98) e tali connotati, per come ricostruita la vicenda dalla stessa Corte territoriale, non si possono ritenere sussistenti nella condotta della T..

Il ricorso, dunque, va accolto e il giudice del rinvio dovrà attenersi al seguente principio di diritto:

\"Non è configurabile il caso fortuito, cioè il caso imprevedibile, inevitabile o assolutamente eccezionale, idoneo ad escludere la responsabilità del proprietario (o dell’utilizzatore) dell’animale nella ipotesi in cui il danneggiato, specie di età avanzata,per scendere gli scalini, onde accedere alla stazione della metropolitana, non lasci il corrimano di appoggio e passi vicino ad un cane, che lo attacchi e lo faccia cadere, anche se il cane sia legato alla barriera di ingresso della metropolitana stessa mediante guinzaglio e il proprietario si sia allontanato\".

All’accoglimento del ricorso consegue l’assorbimento del ricorso incidentale del G. sulla compensazione delle spese, che il giudice del rinvio liquiderà anche per la presente fase di giudizio.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; accoglie il ricorso principale, assorbito il ricorso incidentale; cassa e rinvia alla Corte di appello di Milano in diversa composizione, che provvederà anche in ordine alle spese del presente giudizio.

DEPOSITATA IL 19 MAGGIO 2009





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June 13

Black e White

 

Questi sono Black e White :Black è uno splendido simil terranova di circa 1 anno e mezzo , timido e molto buono , White è una femmina molto simpatica,vivace e affettuosa, sterilizzata e microcippata ,circa 1 anno e mezzo, insieme formano una bella coppia , vivono per strada , in una zona alquanto pericolosa, adesso che è arrivato il caldo vagano assetati e distrutti dal caldo , Black , inoltre ,avendo il pelo lungo è assalito dai fora sacchi , quelle spine che penetrano nella pelle e nelle orecchie e facendo gravi danni La settimana scorsa ho visto Black molto apatico e non riusciva a camminare con le zampe anteriori è stato portato dal veterinaio gli sono state trovate queste spine tra le dita , una era anche risalita un pò la zampa ed è stata tolta e in quel posto si era già formata un infezione, adesso Black sta seguendo una terapia antibiotica , ma il veterinaio dice che avendo il pelo lungo deve esere spostato da quel posto altrimenti può andare incontro ad ulteriori infezioni. Anche White che di solito mi accoglie con molta esuberanza in questi giorni è molto stonata e stanca , da queste parti quando comincia il caldo è molto forte e questi poveri animali soffrono tantissimo. Troviamo anche per loro una casa accogliente e una famiglia che li ami . Grazie Rosa 3470577551 (dopo le 17,00)











 
BENVENUTO TRA GLI "AMICI DI HAVANA"
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Passo per un salutino lasciandoti
queste due meravigliose creature
 
 
Un Bacio
June 8
Ti auguro una buona domenica ......
 ...... in completo RELAX !
May 17
Grazie per avermi aggiunta  :)  a presto !
Apr. 7
Alicewrote:
Buon Natale,
a te che hai un cuore davvero grande.
 
Dec. 23
Alicewrote:
Ciao,
non so se ti ricordi di me, avevo il blog http://aliceebianconiglio.spaces.live.com
Non aggiorno + quel blog,
spero però che tu mi consenta di girare qualche appello nel nuovo blog ..
Passa a trovarmi
Ciao ^^
 
Sept. 24
Isabel .wrote:
Hostato su Megaportal.it
Sept. 5
Isabel .wrote:
Hostato su Megaportal.it
July 26
ciao! passavo per caso e ho trovato questo dolce blog... fa tanta tenerezza!!!
e' molto bello che tu ti occupi degli animali.io ho una gattina,sai? si kiama Fortunella,xke' a momenti veniva schiacciata da una macchina...e.ne ha passate di brutte!
quanti cagnolini che ho visto qui... e che pena!!! se cerchi aiuto per darli in adozione,ti diko il sito dove ho adottato la miagatta. si kiama "Le Sfigatte" cerca su internet... la magari trovi aiuto.... fammi sapere!!!     baci!!! .:emma:.
 
passa dal mio blog se ti fa piacere ,e lascia un commentuccio.Sorriso
June 30
()aLiCe()wrote:
Ho girato nel mio blog gli ultimi appelli.
Metto il tuo sito nelle "Comunicazioni", così sapranno che vengono da te questi appelli!!
Un abbraccione!
June 18
()aLiCe()wrote:
Ciao,
il tuo blog è davvero un atto d'amore ... è difficile adesso trovare persone che si interessino ai piccoli pelosetti ...
Mentre scorrevo i tuoi interventi, mi è vvenuta la pelle d'oca. E' terribile la crudeltà dell'uomo.
Guardo vicino a me, e sulla coperta ci sono i miei amori, Theodoro e Penelope, che dormono beati. Presto nella nuova casa avranno anche il giardino!
Da loro, da chi c'è stato prima, e da chi ci sarà, si può imparare l'amore, la lealtà, tutto incondizionato.
Come si può far loro del male?
Non ho lo spazio, altrimenti ne prenderei altri con me ...
Ti invio la richiesta di amicizia, così potrò tenere d'occhio i tuoi interventi, e magari posso girarne qualcuno, se ti fa piacere. Così l'appello può arrivare a più persone ancora.
Una coccola a tutti i pelosetti ...
Ciao, Alice
June 17